PIF «OVINO ARETINO SENESE»
Filiera: ovi-caprina
Capofila: Andrea Capacci
Il PIF che si intende realizzare avrà lo scopo di:
Per poter partecipare a questa opportunità di sviluppo e cooperazione per le aziende che operano nel settore agroalimentare, l’azienda “Capacci Andrea” (in qualità di Capofila), promuove un PIF orientato a regimi di altissima qualità nella produzioni ovi-caprine e dei prodotti lattiero-caseari.
Per maggiori informazioni e/o aderire al progetto rivolgersi a:
Ilaria Ricciarini
Ditta Capacci Andrea
0575 959173
Per informazioni tecniche:
Daniele Lombardi
Melograno Servizi
338 9884246
Per foraggio si intende l’intera parte vegetativa di una pianta destinata, anche dopo alcune trasformazioni, ad alimentare il bestiame. Frutti e semi rientrano nel foraggio se sono raccolti insieme alla parte vegetativa, altrimenti se raccolti a parte, questi ultimi, sono considerati concentrati.
Le specie vegetali che vengono utilizzate per la produzione di foraggio sono definite piante foraggere o colture foraggere.
Ogni foraggio si caratterizza per le sue quantità di fibra (carboidrati strutturali), proteine, glucidi ed altri componenti presenti in misura minore.
Il valore energetico di un foraggio è stimabile con vari sistemi. Il più diffuso in passato, il metodo scandinavo, prevede come unità di riferimento, detta unità foraggera o UF, l’energia contenuta in un kg d’orzo standard o in 2,5 kg di fieno di un prato polifita ricco di Phleum pratense. Il sistema delle unità foraggere classiche, ancora oggi usato in ambito economico o estimativo, è ritenuto obsoleto in ambito zootecnico in quanto sottovaluta il valore energetico dei foraggi nella trasformazione in latte. A tal fine, il metodo scandinavo è oggi abbandonato in favore di altri più efficaci, come il metodo dell’energia netta, adottato soprattutto in Nordamerica, e quello delle unità foraggere francesi, adottato in Europa.